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Bonus Casa e Cessioni: così cambiano le regole

Con il Decreto varato giovedì scorso dal Governo (Dl 11/2023), cambia il panorama della cessione e dello sconto in fattura dei bonus casa. Vediamo in sintesi cosa accade adesso.

Da venerdì 17 febbraio 2023 è vietato l’esercizio delle opzioni di cessione del credito d’imposta e di sconto in fattura dei bonus casa. Evita la stretta solo chi ha già avviato gli interventi edilizi agevolati prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, cioè entro il 16 febbraio 2023 compreso. Il divieto di cessione e sconto in fattura riguarda il superbonus e tutti gli altri bonus casa ordinari cedibili, quali ad esempio:

1) bonus ristrutturazioni del 50% su una spesa fino a 96mila euro per il lavori indicati alle lettere a), b) e d) dell’articolo 16-bis del Tuir cioè gli interventi edilizi e la costruzione o l’acquisto di box pertinenziali ;

2) ecobonus del 50-65% per miglioramento energetico, anche nelle versioni potenziale al 70-75% nei condomini e nella versione dell’eco-sismabonus dell’80-85% ;

3) sismabonus ordinario in tutte le sue declinazioni

4) bonus facciate del 90% (anni 2020/2021) o del 60% per quelle del 2022

5) detrazione per l’installazione degli impianti fotovoltaici

6) detrazione per l’installazione delle colonnine per la ricarica di veicoli elettrici

7) bonus del 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Con il nuovo decreto viene cancellata anche la possibilità di cessione riservata ai contribuenti incapienti che era stata introdotta nel 2016.

Chi può ancora vendere il Superbonus?

Per le spese ammesse al superbonus è ancora possibile fare la cessione del credito o lo sconto in fattura se entro giovedì scorso – 16 febbraio – si è verificata una delle seguenti condizioni: 1) per gli interventi effettuati dai condomini deve essere stata adottata la delibera che ha approvato l’esecuzioni dei lavori e deve essere stata presentata la Cilas – 2) per gli interventi diversi da quelli effettuati dai condomini deve essere stata presentata la Cilas – 3) per gli interventi che comportano la demolizione e la ricostruzione degli edifici deve invece essere stata presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Quali detrazioni minori restano trasferibili?

Anche per i bonus ordinari diversi dal superbonus, in certi casi è ancora possibile fare la cessione del credito o lo sconto in fattura. E’ necessario però che entro lo scorso 16 febbraio: 1) sia stata presentata la richiesta del titolo abilitativo (per gli interventi che lo richiedono) – 2) siano già iniziati i lavori – 3) sia stato registrato il contratto preliminare di acquisto o sia stato stipulato il rogito per le agevolazioni concesse a chi compra una casa ristrutturata.

Come fare la cessione?

Quando ancora è possibile la cessione del credito d’imposta o fare lo sconto in fattura, restano validi i tempi e le procedure previste prima del decreto 11/2023. Perciò, entro il 31 marzo 2023 sarà possibile comunicare le opzioni relative alle spese sostenute nel 2022 o alle rate residue delle spese del 2020 e 2021. Seguendo le regole definite con la conversione del Decreto Aiuti per questi crediti sono possibili fino a cinque cessioni: la cessione jolly nei confronti di qualsiasi soggetto privato, tre cessioni in ambiente controllato ed una cessione verso i correntisti delle banche che siano imprese o titolari di partita iva.

Cosa succede a chi è fuori dal regime transitorio?

Il blocco delle cessioni deciso con il Dl 11/2023 coglierà molti proprietari e molte imprese a metà; pensiamo a chi non ha ancora deliberato i lavori in condominio ma ha già pagato lo studio di fattibilità e magari ha raccolto i primi stati avanzamento lavori. In questi casi la cessione del credito o lo sconto in fattura non sono più possibili: si potrà beneficiare del bonus ma bisognerà utilizzarlo come detrazione in dichiarazione dei redditi. Una soluzione questa che per molti contribuenti non sarà possibile per problemi di incapienza o perché non si ha denaro per anticipare i lavori.

Il dilemma d’inizio lavori per gli incentivi ordinari

Molte opere agevolate dai bonus ordinari non richiedono alcun titolo abilitativo. In questi casi la cessione è possibile solo se entro il 16 febbraio 2023 sono iniziati i lavori. Ma come documentare l’apertura del cantiere? La prassi dell’Agenzia delle Entrate dice che il contribuente deve autocertificare che i lavori sono agevolabili e ricadono nell’attività dell’edilizia libera. La cessione o sconto sono impossibili quindi per tutti i lavori già concordati con l’impresa e magari già in parte pagati, che però non sono ancora partiti. E’ il caso di piccoli interventi come la sostituzione della caldaia o degli infissi.

Nulla cambia per mobili e giardini

Il bonus mobili ed il bonus giardini non sono mai stati utilizzabili tramite cessione del credito o scontro in fattura per cui per questi non cambia niente.

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